Relazioni Energetiche nel Nordest Asiatico

Massimiliano Porto, Costantino Zavinovskij

14,00

Disponible – En stock

Informazioni aggiuntive

Autore(i)

Massimiliano Porto, Costantino Zavinovskij

Editore

AVATAR Edizioni

Data

15/01/2016

Collezione

Geopolitica (Rivista)

Pagine

136

Dimensione

15,6 x 23,4

ISBN

9781907847318

Formato

Libro

Altro

To add in ccontributors: Collana a cura di Francesco Brunello Zanitti e Tiberio Graziani

Descrizione

Un vecchio gigante economico, un gigante economico emergente ed una ex super potenza ricca di materie prime: questi i protagonisti della ricerca condotta dagli autori sulle “Relazioni Energetiche nel Nord Est Asiatico”.

Gli attori protagonisti di questo saggio, Giappone, Repubblica Popolare di Cina e Federazione Russa presentano peculiarità molto caratterizzate (dimensione territoriale, struttura sociale, performance economica, ed infine, disponibilità di risorse energetiche) ma che rivelano nel fattore energetico un terreno d’intesa competitiva di primario interesse per tutti coloro che considerano la geopolitica dell’energia uno strumento di analisi pertinente ed utile (seppur raramente sufficiente a meglio comprendere gli avvenimenti che si esplicitano nel mondo).

Il Giappone: un paese industrializzato, considerato per molti decenni come l’esempio asiatico di quello che la Germania (occidentale) rappresentava per l’Occidente vive da anni una crisi strutturale dalla quale non riesce a riemergere;

La Cina: il gigante asiatico è l’artefice dell’esperimento economico e sociale più originale della storia contemporanea quello cioè di poter coniugare una struttura politica comunista con un capitalismo dinamico e, per certi aspetti, selvaggio.

Infine, la Russia: paese che ha attraversato due secoli dapprima sulla spinta della vittoria nella “Grande Guerra Patriottica”(definizione del secondo conflitto mondiali cara ai Russi) per terminare  con il patente fallimento dell’altro esperimento sociale ed economico che ha profondamente marcato la storia del mondo, cioè l’Unione Sovietica. Oggi, passati più di dieci anni dall’alba del nuovo millennio, la Russia si ripropone come esempio di un nuovo (auspicato) esperimento.

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